CONFINTESA: SERVE ACCELERARE SUL NUOVO PATTO SOCIALE, IL GOVERNO NON SI FERMI
Confintesa chiede al Governo di accelerare con decisione i tempi per la costruzione di un nuovo patto sociale, ormai invocato da un fronte sempre più ampio del mondo sindacale, politico e datoriale. Un passaggio non più rinviabile se si vuole affrontare con serietà le trasformazioni del lavoro, la crisi salariale e le profonde disuguaglianze che attraversano il Paese.
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non si lasci condizionare da chi, invece di confrontarsi nel merito, preferisce limitarsi a manifestazioni di piazza dal chiaro sapore politico, spesso organizzate di venerdì e sempre più distanti dai reali bisogni dei lavoratori. L’Italia ha bisogno di responsabilità, non di rituali ideologici ormai logori.
Uno dei nodi irrisolti resta quello della rappresentatività. Una questione che non può continuare a essere demandata esclusivamente al CNEL, il quale, attraverso la semplice raccolta dei contratti, finisce per restituire una fotografia distorta della realtà, fingendo di non vedere che il sistema della rappresentanza sindacale è profondamente cambiato. Il monopolio degli anni Settanta e Ottanta non esiste più ed è ormai solo un lontano ricordo: continuare a ragionare secondo quelle logiche significa negare l’evoluzione del mondo del lavoro.
Per Confintesa è quindi indispensabile dare piena attuazione all’articolo 39 della Costituzione, attraverso una legge che stabilisca criteri chiari, oggettivi e realmente misurabili per determinare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali e datoriali. Solo così si potrà garantire trasparenza, pluralismo e pari dignità a tutte le realtà che rappresentano lavoratori e imprese.
Altrettanto urgente è il rispetto sostanziale dell’articolo 36 della Costituzione, che sancisce il diritto a una retribuzione equa e sufficiente a garantire un’esistenza libera e dignitosa. Un principio che, nei fatti, neppure l’attuale sistema di contrattazione collettiva riesce più a garantire, lasciando troppi lavoratori esposti a salari inadeguati e a una crescente perdita di potere d’acquisto.
A tutto questo si aggiunge la questione, non più rinviabile, del futuro delle pensioni. Senza interventi strutturali, il sistema previdenziale non sarà in grado di assicurare alle giovani generazioni una pensione dignitosa, alimentando precarietà, disillusione e diseguaglianze sociali sempre più profonde.
Infine, Confintesa richiama il Governo a dare concreta attuazione a quanto previsto dalla Legge 76 sulla partecipazione. La partecipazione dei lavoratori alla vita e ai risultati dell’impresa rappresenta ormai una delle poche leve reali per rilanciare la produttività del sistema Paese e ristabilire un minimo di equità sociale. Non si tratta di un’opzione ideologica, ma di una scelta moderna e responsabile per costruire uno sviluppo più inclusivo.
Il nuovo patto sociale non è solo auspicabile: è una necessità urgente. Il Governo ha oggi l’opportunità di guidare questo processo con coraggio e visione, rispondendo alle esigenze reali del Paese e del mondo del lavoro.
