LA MINISTRA CALDERONE FESTEGGIA L’OCCUPAZIONE, MA IGNORA CHE I GIOVANI LAVORANO PER RESTARE POVERI
Confintesa esprime forte preoccupazione e perplessità di fronte alla narrazione trionfalistica della Ministra del Lavoro, Marina Calderone, ieri ha annunciato un aumento dell’ occupazione nel nostro Paese, ignorando completamente la realtà dei salari poveri e del disagio sociale che colpisce milioni di lavoratori, in particolare i giovani.
I dati Istat parlano da soli: oltre il 27% dei giovani in Italia è a rischio povertà o esclusione sociale. Un dato drammatico che dovrebbe imporre silenzio e riflessione, non certo proclami autocelebrativi.
I lavoratori e soprattutto i giovani sono stanchi di ascoltare dichiarazioni compiaciute su numeri che, dietro la facciata, nascondono precarietà, sfruttamento e stipendi da fame. Con 1000 o 1200 euro al mese, quando va bene, non si vive, non si costruisce un futuro, non si fa una famiglia. Si sopravvive…e nemmeno sempre.
La Ministra Calderone sembra dimenticare, o forse scegliere di ignorare, che la quantità di contratti firmati non è sinonimo di qualità del lavoro. Non è “occupazione” vera quella che non permette nemmeno di pagare l’affitto, acquistare una casa o affrontare spese sanitarie e scolastiche.
Confintesa denuncia con forza l’assenza di una politica del lavoro che non guardi solo al numero degli occupati ma riconosca i bisogni reali dei cittadini. Il Governo metta in atto politiche strutturali per l’autonomia giovanile, non bonus una tantum oltre che un piano serio per il contrasto alla precarietà, oggi sistemica.
Le celebrazioni della Ministra Calderone risultano fuori luogo, poco rispettose per chi ogni mese deve scegliere se pagare l’affitto di casa, una bolletta o fare la spesa, e inaccettabili per una generazione che lavora senza diritti e senza prospettive.
Confintesa continuerà a dare voce a chi lavora e resta povero. Perché il lavoro non può essere solo una voce da esibire nelle statistiche: deve essere dignità, sicurezza e futuro.
