IL CENTRO STUDI RISPONDE AD ADAPT: “IL WELFARE È PARTE DEL TRATTAMENTO. LO DICE LA LEGGE”
Cari aderenti, cari dirigenti,
in aprile il Bollettino ADAPT aveva definito il nostro metodo di comparazione dei contratti — il confronto TEC+TEN che pubblichiamo su contrattipirata.it — una “strategia contabile dei contratti pirata”. Rispondemmo subito, invitando gli autori a un confronto pubblico al Festival del Lavoro. L’invito non fu raccolto.
Oggi la nostra Direttrice scientifica torna sulla questione con una risposta tecnica completa. E lo fa da una posizione più forte, perché nel frattempo è intervenuta la legge: la conversione del decreto Primo Maggio (L. 112/2026) ha stabilito che il welfare contrattuale spettante alla generalità dei dipendenti è componente del Trattamento Economico Complessivo. Ciò che ad aprile ci veniva contestato come artificio, a giugno il legislatore lo ha scritto nel diritto positivo.
Tre punti da portare a casa:
Il welfare previsto dal CCNL per tutti i dipendenti non è un regalo dell’azienda: è un diritto che nasce dal contratto, e concorre al valore complessivo del trattamento. La legge ora lo dice espressamente.
Il nostro metodo non “somma” salario e welfare per gonfiare i totali — è esattamente ciò che non facciamo. Verifichiamo separatamente la parte economica e le tutele normative, e formuliamo un giudizio complessivo. È metodologia di comparazione, non contabilità.
La firma non è uno scudo, per nessuno: il Consiglio di Stato ha chiarito che nemmeno chi applica il contratto “giusto” delle sigle maggiori è esonerato dalla verifica sostanziale di quanto paga davvero. Conta il contenuto — che è la nostra battaglia di sempre.
Il testo integrale è sul sito confederale: Confintesa IL WELFARE NON È SALARIO TABELLARE, MA NON È NEPPURE ESTRANEO AL TRATTAMENTO ECONOMICO COMPLESSIVO.
Buona lettura, e buon uso nei confronti che vi capitano ogni giorno.
